Composizione: le regole in fotografia

Condividi sui social!

Composizione: le regole in fotografia Continuiamo il nostro cammino nel mondo della fotografia parlando adesso della composizione fotografica e delle sue regole.

Le moderne macchine fotografiche, gli obbiettivi e i sensori digitali di oggi permettono a quasi tutti di fare fotografie ben esposte e nelle maggior parte dei casi messe a fuoco correttamente.

Tuttavia, anche se queste immagini possono definirsi corrette dal punto di vista tecnico, le fotocamere non sono ancora in grado di fornire i canoni di bellezza accettati dalla società moderna (e menomale direi!).

Con ciò voglio dire, che è vero il detto che afferma “la bellezza è negli occhi di chi la guarda”, ma è altrettanto vero che oggi siamo bombardati da informazioni visive e sonore, che indirizzano per così dire, ad un certo gusto di bellezza mediamente accettato (canone).

Un po’ come le correnti artistiche che tanto abbiamo amato e imparato a scuola. Pensate ai pittori dell’impressionismo, o del periodo romantico.

Avevano tutti sviluppato delle tecniche in voga in quel periodo, ma tutte le scuole e tutti i pittori hanno imparato a rispettare le regole base della composizione.

In ogni tempo, in ogni èra, le regole di base sono sempre state quelle e mai sono cambiate, come non è mai cambiata la natura dell’occhio umano.

Sfondi confusi, teste e piedi mozzati, oggetti mossi in primo piano, soggetti minuscoli al centro di un’inquadratura soffocata da un deserto di spazio inutile non contribuiscono a creare una bella immagine.

La composizione è di primaria importanza per una foto ben riuscita, perché una foto composta male, non farà apprezzare il vostro lavoro, anche se chi guarda non saprà dire il perché.

Le regole che vi mostrerò in queste pagine si sono dimostrate molto utili per creare piacevoli composizioni.

La regola dei terzi

La cito all’inizio perché credo sia alla base della composizione fotografica.

E’ la prima regola che ho imparato e ne ho fatto tesoro fino ad oggi.

La regola dei terzi vuole che si decentri la posizione del soggetto in modo da creare un’immagine armonica, usata per secoli anche in pittura.

Con i normali formati 4:3 o 3:2 delle fotocamere, quindi con fotogrammi rettangolari, lo sviluppo al centro di un soggetto non è propriamente luogo in cui l’occhio preferisce soffermarsi. Infatti l’immagine perde di dinamicità con un soggetto parcheggiato al centro!

Per aiutarvi a visualizzare questa regola, immaginate che il vostro schermo sia diviso in nove parti come una griglia del tris.

www.emanuelecarlisi.it - Regole di composizione - Griglia del tris

Inquadrando la vostra immagine, provate ad inserire in un punto di intersezione di questa griglia (che chiameremo nodo) il vostro soggetto. Un gatto col gomitolo, un’animale allo zoo o una casa in uno sconfinato campo di grano.

La tecnica è assolutamente valida sia che si scatti in orizzontale sia in verticale, ed è molto più efficace di una composizione al centro.

Ecco alcuni esempi e applicazioni della regola.

Partiamo con qualcosa di semplice: fotografare i cieli è qualcosa che ci capita nel quotidiano, quindi per esaltarlo poniamolo all’orizzonte lungo la linea più bassa della griglia immaginaria.

www.emanuelecarlisi.it - Regole di composizione - Clielo

In presenza di un cielo completamente sgombro da nuvole, provate a spostare la vostra attenzione verso qualcosa sul terreno o il mare, se è il caso.

Per quanto il cielo azzurro possa ispirare calma e serenità, le
superfici uniformi prive di particolari interessanti, in fotografia non danno mai buoni risultati, risultano alquanto noiosi alla vista.

A mio parere i cieli nuvolosi sono migliori, sembrano tanti disegni nel cielo.

www.emanuelecarlisi.it - Regole di composizione - Cielo nuvoloso

Se il cielo invece è grigio, ma importante per la nostra foto, fate coincidere l’orizzonte con la linea più alta.

Nella fotografia di ritratto, ponete il suo tratto distintivo – l’occhio ad esempio, o anche un qualcosa che indossa – in uno dei due nodi superiori della griglia, per evitare di lasciare troppo spazio vuoto (negativo) sopra il soggetto.

Quando si tratta di movimento è sempre meglio non soffocare mai le immagini, bensì lasciare intorno ai nostri soggetti uno spazio in cui spostarsi.

A meno che non guardi direttamente in macchina, lasciate possibilmente questo spazio in direzione dello sguardo del nostro soggetto, per evitare l’effetto sorpresa degli horror!

Da sempre, da quando si ha memoria storica le culture occidentali hanno sempre scritto e letto da sinistra a destra, a differenza dai popoli orientali in cui spesso si verifica il contrario. Allo stesso modo si osserva una foto.

Quindi sebbene ormai siamo abituati a vivere in un mondo sempre più globalizzato, è sempre consigliabile porre il soggetto principale a sinistra nell’inquadratura.

Con il soggetto al centro si rischia di concentrare tutta l’attenzione al centro, il che non è sbagliato nel caso in cui tutto il resto della scena inquadrata non sia pertinente al resto dell’immagine.

Non fate scegliere il caso al posto vostro! Nei reportage, nella fotografia sportiva o di natura, molto spesso non abbiamo questo privilegio e siamo costretti a cogliere il momento e accontentarci dell’inquadratura che ne uscirà fuori.

Ma nel caso di un ritratto o di una fotografia costruita in genere, se possibile, fate muovere il soggetto nel punto che vi sembra più adatto.

Altrimenti spostatevi voi o muovete la macchina fotografica. Questo può voler dire fare qualche passo avanti, indietro, in definitiva muoversi nello spazio.

Può risultare utile anche abbassarsi per cambiare punto di vista o anche prendere una sedia o una scala per avere una visione dall’alto, se il caso lo permette.

Trovare il punto di vista ideale significa anche percorrere km in auto se ne vale la pena. Il tutto per dare un tocco di originalità alla foto.

Composizione decentrata
In alcune composizioni il centro di interesse può risultare piccolo, lasciando uno spazio vuoto nell’inquadratura.

In questi casi cercate di includere sempre qualcos’altro di interessante come un soggetto secondario, anche sullo sfondo. Lo spazio vuoto invece vi può servire se volete sottolineare un’idea di isolamento o di abbandono.

www.emanuelecarlisi.it - Regole di composizione - Composizione decentrata

Cornici naturali
Un altro modo per rafforzare una composizione, in particolare i paesaggi, è usare lo scenario attorno a te e includerlo nella tua fotografia attorno a due o più bordi per creare una sorta di “cornice“.

Non fatelo con una sola parte del fotogramma perché tende a sbilanciare l’immagine.

Le cornici naturali aiutano le immagini a dare profondità alla scena inquadrata, e unite ad un diaframma abbastanza chiuso trasportano l’osservatore all’interno dell’immagine che assume maggiore tridimensionalità. Aiutano prevalentemente a far risaltare il soggetto inquadrato.

Puoi facilmente riconoscere cornici naturali tra i rami degli alberi, o in alcune formazioni rocciose o in determinati paesaggi urbani.

Potete scegliere di inquadrare il telaio di una finestra di una scena all’aperto, come ho fatto io in questa immagine.

Archi, porte e finestre sono tutti elementi architettonici che funzionano benissimo.

Linee Guida
Le linee rappresentano un forte elemento di composizione. La geometria delle forme e la loro insita bellezza attrae naturalmente l’occhio umano.

Ogni cosa che ci circonda è composta da linee, sia esse fisiche o immaginarie, orizzontali o verticali, angolate, spezzate, dritte o curve.

Il tipico esempio è quello di una strada, o dei binari della ferrovia, che “guidano” letteralmente il nostro occhio verso l’orizzonte.

www.emanuelecarlisi.it - Regole di composizione - Linee guida

Le linee aggiungono flusso e dinamismo alle immagini, mettendone in evidenza la loro tridimensionalità.

Invita l’occhio di chi guarda a entrare nella foto e seguirne il percorso. Staticità e tranquillità sono sensazioni legate alle linee orizzontali.

www.emanuelecarlisi.it - Regole di composizione - Linee oblique

Di contro, linee verticali come quelle di alberi o edifici danno enfasi al senso di altezza e maestosità e rendono le immagini più dinamiche rispetto a quelle in cui prevalgono elementi orizzontali.

A dare profondità ad una foto ci pensano le linee oblique, convergendo verso un unico punto trasformandosi in diagonali.

Infine le linee curve lasciano trasparire la sensazione di movimento e guidano lo sguardo di chi guarda anche immagini complicate.

A volte, questa tipologia di linee crea un movimento mentale, immaginario che risulta meno evidente ma pur sempre efficace nel suo complesso.

Argomenti correlati:

Il movimento in fotografia: velocità di scatto
Profondità di campo e come controllarla.
Gli obbiettivi: l’occhio della fotocamera


Condividi sui social!
Back to top