Errori comuni in fotografia

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Salve a tutti gli amici lettori, è da tanto tempo che volevo mettere nero su bianco una lista di accorgimenti per evitare gli errori più comuni che si commettono in fotografia quando si comincia a scattare.

Sono consigli validi in generale, sia che si scatti con reflex o smartphone.

Agli inizi della mia carriera molti di questi errori li commettevo anch’io, ed è normale che studiando e con l’esperienza sul campo si affinino le tecniche fino a ridurli al minimo.

ecco quindi, una lunga lista di errori da evitare quando scattiamo le nostre foto!

1# Non sei abbastanza vicino

www.emanuelecarlisi.it - Errori comuni in fotografia - Close Up

Questo consiglio arriva da uno dei miei fotografi preferiti Robert Capa che una volta disse: “Se le tue fotografie non sono abbastanza belle, non sei abbastanza vicino.”

In effetti, quando se ne ha la possibilità, quella di avvicinarsi al soggetto è sempre la soluzione migliore. A volte invece, siamo costretti ad utilizzare lo zoom, ma il concetto è sempre quello e va benissimo lo stesso.

Non lasciatevi intimorire e avvicinatevi al soggetto anche per non lasciar si che lo sfondo possa distogliere lo sguardo di chi osserva l’immagine. Se volete provare qualcosa di creativo, avvicinatevi magari con un grandangolo che immergerà letteralmente nella scena chi vedrà le tue foto.

L’immagine risulterà naturalmente molto distorta, ma in alcuni casi potrebbe diventare un elemento originale (foto di un muso di cane).

2# Troppo HDR

L’HDR è quella tecnica abbastanza moderna che permette oggi alla maggior parte di dispositivi digitali che possono scattare foto, di realizzare 3 o più scatti con un’esposizione diversa (EV).

Solitamente una foto con EV0 e due altre immagini sovraesposte e sottoesposte.

Un software in automatico (solitamente nei cellulari) oppure manualmente, monterà le immagini dando vita ad un unico scatto con la somma delle informazioni di luce delle singole foto.

Il risultato è già una sorta di elaborato post-prodotto che solitamente diventa utile quando si lavora in ambienti con forti differenze di esposizione.

A me capita spesso di utilizzarla quando fotografo in controluce gli ambienti interni.

Purtroppo però, noto sempre più spesso, che si fa un abuso di questa tecnica, andando ad enfatizzare la post-produzione di contrasti e colori troppo saturati che finiscono col creare un effetto stucchevole, trasformando l’immagine in qualcosa di finto.

Inoltre, spingendo la post-produzione di questa tipologia di immagini si vengono a creare fastidiosi aloni attorno ai contorni degli oggetti, minando totalmente la qualità dell’immagine. Quindi fate molta attenzione a non esagerare!

3# Troppa post-produzione o troppo poca.

Ne abbiamo già parlato al punto 2 con le foto in HDR, ma il suggerimento vale per qualsiasi foto. E’ un qualcosa che capita un po’ a tutti.

Succede anche a me ancora oggi quando mi faccio trasportare un po’ troppo dalla vivacità dei colori della natura, e forziamo un po’ troppo i livelli di saturazione delle immagini oppure perdiamo il controllo aggiungendo troppi filtri che finiscono per deturpare una bella immagine.

Quindi cercate di approcciare la post produzione con moderazione perché è praticamente certo che almeno agli inizi sarete tentati ad esagerare.

Più raramente, ma capita anche questo, a volte sembriamo accontentarci della nostra post, anche se non abbiamo raggiunto il risultato sperato.

Avevamo un’idea nella nostra mente, volevamo riprodurre al meglio i colori e la luce di quella data scena, ma non ci riusciamo e quindi il risultato è un po’ scialbo, quasi senza vita.

Il consiglio che mi sento di darvi, che si tratti di eccessiva o troppo poca post-produzione, è quello di staccare lo sguardo dalla foto in elaborazione per almeno 5-10 minuti.

Prendetevi un attimo di pausa, un caffè, una boccata d’aria e poi rientrate e rivalutate il vostro operato. Nella maggior parte dei casi vi accorgerete che qualcosa non andava e la modificherete con maggiore lucidità.

Puntate sempre ad uno sviluppo che sia semplice chiaro e pulito e non sbaglierete mai.

4# La messa a fuoco

I problemi di nitidezza sono un altro aspetto a cui i principianti non fanno molto caso.

E non parlo di problemi di front e back focusing che possono essere causati dalle fotocamere, ma di immagini poco nitide a causa del mosso, micro-mosso o con una scelta errata del punto di messa a fuoco.

State sempre attenti al tempo di scatto in particolare quando siete in priorità di apertura diaframma con la fotocamera che decide per voi il tempo.

Ricordatevi come regoletta empirica che il tempo di scatto per evitare il mosso non dovrebbe mai scendere al di sotto di uno diviso la lunghezza focale che state utilizzando (Imparare le basi della fotografia – Velocità dell’otturatore).

Quindi se state scattando ad esempio con un 50mm non scendete al di sotto di 1/50s o al massimo se avete mano davvero ferma, uno stop in meno (1/25s).

Ovviamente sarete facilitati se possedete un obbiettivo stabilizzato (VR), ma questo è comunque un buon punto di partenza.

Inoltre, nei ritratti mettete sempre a fuoco sugli occhi, in particolare sull’occhio che è più vicino alla fotocamera.

Questo perché in una fotografia di ritratto, gli occhi del nostro soggetto, sono la prima cosa che lo spettatore andrà a guardare.

5# Pessima composizione

Le regole della composizione sono tante e ci vuole del tempo per conoscerle e saperle gestire tutte.

All’inizio è sufficiente conoscere le più comuni e fare tanta pratica in modo che diventi naturale abituare l’occhio a comporre in un certo modo.

All’inizio potete utilizzare la gettonata regola dei terzi, che è vero che è molto inflazionata e può risultare noiosa ma vi regalerà sicuramente degli scatti migliori rispetto al posizionare i soggetti a caso.

Saper comporre bene una foto secondo me è un’arte innata, ma sicuramente lo studio dei grandi fotografi che hanno fatto la storia, così come anche qualche genio moderno può aiutare ad educare l’occhio alle forme e alle regole della composizione.

A tal riguardo vi consiglio di dare un’occhiata ai fotografi della Magnum o nello specifico a David Alan Harvey della National Geographic, che sono stati i miei più grandi punti di riferimento per fare i primi passi.

6# Lo sfondo

Altro errore comune e difficile poi da gestire successivamente in post-produzione, è lo sfondo.
A volte quando si scatta si è concentrati così tanto sul soggetto principale da tralasciare del tutto lo sfondo.

Anche se può sembrare un bene, in realtà quando poi si torna a casa e si fa il punto della situazione delle foto scattate, noteremo che qualche scatto è stato rovinato dalla presenza di un palo inaspettato al centro dell’immagine, a della immondizia per terra che avremmo facilmente allontanato prima di scattare, o una persona di passaggio.

Per evitare queste situazioni osserva sempre che cosa c’è nell’ambiente circostante.

www.emanuelecarlisi.it - Errori comuni in fotografia - gabbiano solitario

Questi piccoli accorgimenti possono trasformare una foto interessante in una da scartare a causa di questi elementi di disturbo. Un po’ più nello specifico, la distrazione potrebbe derivare anche da colori di sfondo che sono in contrasto col messaggio che si vuole veicolare.

Per cui, curare lo sfondo assicura una migliore qualità alla maggior parte dei vostri scatti.

7# Troppi elementi

E’ sempre bene aver chiaro il soggetto da fotografare. Provate a non inserire troppi elementi nelle vostre foto. In fotografia vale il motto inglese “less is more”, ovvero poco è meglio!

Per cui è sempre meglio concentrarsi su pochi elementi e valorizzarli al meglio. Troppo spesso si vedono immagini di scatti confusi dove ci sono molti elementi di disturbo e lo spettatore non sa esattamente dove guardare perché il soggetto non è chiaramente al suo posto!

www.emanuelecarlisi.it - Errori comuni in fotografia - Sydney Circular Quay

Ecco, scegliete una persona, un animale o anche un edificio e mettete attorno ad essi gli elementi giusti per non creare troppa confusione.

8# Il punto di vista

La fotografia è anche dinamicità. Fotografare stando in piedi con la camera all’altezza degli occhi è probabilmente l’errore più frequente.

Soprattutto se si fotografano bambini o animali domestici come cani e gatti, assumere un altro punto di vista diventa fondamentale. Se scattate esclusivamente dall’alto le immagini ai vostri bambini, appariranno sempre tozzi perché schiacciati dalla prospettiva di ripresa.

Stessa cosa con i vostri cuccioli a quattro zampe. Un cane o un gatto diventano molto più interessanti se fotografati alla loro altezza naturale.

Essendo il punto di vista più comune si rischia di ottenere risultati alle volte un po’ banali e noiosi. Alzare o abbassare la fotocamera rispetto alla solita altezza, sdraiarsi anche a terra se necessario, porterà ad un altro livello il vostro modo di scattare.

www.emanuelecarlisi.it - Errori comuni in fotografia - POV

Fate una prova anche adesso, senza la fotocamera. Guardate il mondo da un punto di vista differente. Inginocchiati, sdraiatevi per terra o prendete una scala e saliteci su! Vedrete come tutto vi sembrerà nuovo.

9# Orizzonte storto

Un altro diffusissimo errore fotografico è quello di scattare una foto con l’orizzonte storto. Sebbene sia una delle prime cose che si notano, è anche una delle problematiche più semplici da risolvere.

Prestiamo quindi molta attenzione in fase di scatto affinché la linea dell’orizzonte non sia visibilmente storta.

Spesso ci possono venire in aiuto delle funzionalità specifiche delle nostre fotocamere che ci permettono di visualizzare una griglia o qualora non fosse visibile l’orizzonte, le macchine più moderne dispongono di un’opzione di orizzonte virtuale direttamente disponibile sul monitor LCD.

Anche sapersi regolare con strade e palazzi a volte basta per evitare l’orizzonte non perfettamente allineato.

Comunque sia non disperate! In post produzione oggi è semplice avere software in grado di correggere con un click questo problema, in cambio di una perdita minima di pixel perché ritagliati.

www.emanuelecarlisi.it - Errori comuni in fotografia - Gimjon Lake

Altra menzione dobbiamo dedicarla alle foto scattate volutamente storte.

State molto attenti a questo tipo di composizione che inizialmente può sembrarci fighissimo ma che in realtà si rivelerà estremamente banale.

10# Fotografare in modalità automatica

L’ho fatto anch’io agli inizi, è assolutamente normale. Approcciare l’uso della reflex utilizzando sempre la modalità di scatto automatica non è di per sé un errore.

Chi però ambisce a diventare un bravo fotografo o vuole poter scattare fotografie di livello superiore in totale libertà, deve essere pronto a comandare la fotocamera senza lasciare che sia lei a decidere le impostazioni di ogni scatto.

www.emanuelecarlisi.it - Errori comuni in fotografia - Sydney by night

A me è bastato leggere il manuale della mia prima macchina fotografica, la piccola Nikon F55 ai tempi della pellicola, per capire quanta libertà espressiva potevo ottenere anche solo impostando un parametro in semi-automatico.

Sviluppa le tue abilità ed inizia subito a scattare in modalità semi automatica, per iniziare, concentrandoti solo sui tempi o diaframmi (Cominciare a fotografare).

Oppure se già ti senti abbastanza pratico passa in modalità manuale. All’inizio ti sentirai un po’ spiazzato ma ben presto ti renderai conto che in realtà non è nulla di così complicato.

Ti basterà conoscere bene i concetti base come il diaframma, tempo di esposizione e gli ISO che approfondisco in altri articoli di cui trovi i link in fondo all’articolo.

Vedrai che con un po’ di pratica imparerai a gestire tutti i settaggi come un vero professionista.

11# Scattare troppe foto senza pensare

Da quando esiste il digitale siamo inondati da immagini che spesso scattiamo e poi finiscono nel cestino.

Succede praticamente sempre quando si è alle prime armi, stimolati anche dalla enorme capienza di migliaia di foto delle moderne schede di memoria che si tende a scattare molto spesso anche casualmente, senza pensare bene alla luce, alla composizione, così…un po’ d’istinto!

Vi troverete quindi con tonnellate di foto inutili che occuperanno solamente spazio sul vostro disco.

Con la pellicola ci pensavi due volte prima di premere il grilletto e si faceva cercando di portare a casa uno scatto degno di nota.

Cercate quindi di pensare come si faceva a quei tempi, quando si avevano a disposizione solo magari 24/36 pose.

Studiate la composizione, come cade la luce sul soggetto e sullo sfondo. Valutate quali impostazioni utilizzare e poi procedete a scattare magari con la raffica disattivata.

Tornati a casa troverete sicuramente beneficio da ciò, poiché scaricando le foto sul vostro computer non vi ritroverete con centinaia di foto da cestinare ma solamente con un buon numero di foto di qualità.

12# Scattare in orari sbagliati

Non pianificare il nostro shooting è un altro errore molto comune. Solitamente quando mi è possibile, durante i miei lavori faccio un sopralluogo e valuto le condizioni di luce generali sia all’interno che all’esterno.

Evito sempre di fotografare durante le ore centrali del giorno perché è il momento in cui la luce del sole è più forte e perpendicolare al nostro soggetto creando ombre dure e nette ed anti estetiche che disturbano la tridimensionalità degli oggetti o delle persone ritratte.

Per migliorare, basterebbe cercare di scattare negli orari di luce migliori come l‘alba o il tramonto. O ancor meglio utilizzare a proprio favore le giornate nuvolose in cui la luce più omogenea e diffusa favorisce i ritratti.

Se proprio non si ha la possibilità di scattare in un altro momento e dovete portare a casa comunque un buon servizio, valutate di sfruttare bene le zone d’ombra a vostra disposizione posizionandoci sotto il soggetto.

13# Attenzione alla propria ombra

Lo so, a volte proprio non ci facciamo caso e ce ne accorgiamo ormai a cose fatte e siamo a casa a scaricare e valutare i file.

Lasciare la propria ombra sul soggetto o all’interno dello scatto è molto comune e basta molto poco per evitarlo.

Prima di scattare controllate la posizione del sole e spostatevi sia voi che il vostro eventuale soggetto al fine di evitare quando possibile di far vedere la vostra ombra all’interno dello scatto.

14# Scattare sempre in orizzontale o in verticale

Chi possiede una reflex da poco tempo ha una sorta di paura reverenziale a girare la macchina e fotografare in verticale. Sarà qualcosa determinato dalla pigrizia o dalla poca consapevolezza.

Sta di fatto che l’ottanta per cento delle fotografie vengono scattate in orizzontale quando invece il soggetto si sviluppa per sua natura o per migliore composizione in verticale.

Quindi proviamo a ruotare la macchina e scattiamo in verticale, non ci succederà nulla di grave o di irreparabile!

Argomento identico ma problema inverso, mi è capitato ormai decine di volte di far capire ai fotografi con smartphone che se una scena come un panorama o un nutrito gruppo di persone si sviluppa in orizzontale, è pressoché inutile di far quadrare quella scena in uno scatto verticale, perché vi allontanereste sempre più dal soggetto lasciando grandi spazi vuoti in alto e in basso al fotogramma.

Quindi anche qui il consiglio è uno: seguite come si sviluppa la scena relativa al vostro soggetto e scattate di conseguenza.

15# Bruciare le alte luci

Non ne abbiamo ancora parlato nello specifico ma lo anticipo qui. Anche se i produttori di sensori digitali affermano che più del 50% dei pixel sono destinati a registrare le informazioni presenti nelle alte luci di una foto per garantire una maggiore latitudine di posa, ho notato nella pratica che in realtà è molto più difficile recuperare dettagli in un’immagine “bruciata” che da una sottoesposta.

Arrivare ad avere delle zone completamente bianche all’interno del nostro fotogramma significa non riuscire più a recuperare le informazioni in fase di post produzione.

Sarà molto difficile se non praticamente impossibile. Quindi attenzione quando scattate a tenere sempre d’occhio l’istogramma e in particolare attivate anche gli avvisi sulle alte luci.

Grazie poi alla bontà dei sensori moderni riuscire a recuperare in fase di postproduzione tantissime informazioni dalle zone in ombra con un minimo rumore digitale non è affatto difficile.

Ci sarebbero ancora molti errori da discutere insieme, ma preferisco terminare qui questa carrellata, lasciarvi ragionare sugli argomenti trattati e anche il tempo di fare pratica.

Se siete a conoscenze di altri errori ripetuti spesso che volete aggiungere scrivetelo pure qui sotto nei commenti.

Errore bonus: Oggetti che spuntano dalla testa
Ci ho pensato subito dopo aver terminato la lista, che può sembrare banale ma che spesso rovina moltissimi scatti di ritratto. Sono oggetti come alberi, lampioni, scritte strane, cose di questo genere che escono dalla testa dei nostri soggetti.

In questo caso vi basterà spostare leggermente la fotocamera a cambiare prospettiva per ovviare al problema. Altro errore simile e molto comune è mettere l’orizzonte in modo che vada a tagliare la testa del nostro soggetto. Ecco, evitate di farlo semplicemente inclinando verso l’alto o verso il basso la vostra fotocamera in modo che la linea dell’orizzonte sia chiaramente sopra o al di sotto della testa del vostro soggetto.

Con questo, amici, è veramente tutto. Rimanete su questo blog per altri interessanti argomenti. A presto!

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